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La Galleria Ca’ di Fra’ presenta la mostra personale di Agostino Ferrari, “Terre segnate”, con una selezione di ceramiche, che costituiscono la produzione più recente dell’artista milanese.

Ferrari aveva già sperimentato la ceramica in passato ma mai con questa convinzione e originalità, tanto da farne la protagonista di una nuova stagione della sua ricerca.

TERRE SEGNATE
28 ceramiche di Agostino Ferrari

7 giugno – 6 settembre 2019
Inaugurazione
giovedì 6 giugno, ore 18.30

 Via C. Farini, 2 – Bastioni di P.ta Volta - 20154 Milano

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Traccio segni e scritture non per rappresentare ma per fermare me stesso su una pagina tempo. Se è vero che anche questo diventerà racconto o diario sarà solo perché tutto quello che ha fatto l’uomo, compresa la prima impronta lasciata sulla sabbia è rimasta nella nostra memoria anche se tanti venti ne hanno cancellata l’immagine.

Come ha ben scritto Janus: "Il segno ha in sé la possibilità di ribellarsi anche a se stesso, diventare indecifrabile come antiche lapidi incise da una lingua remota e sconosciuta. È questo il suo ritorno alle origini, quando nulla esisteva ancora nella mente degli uomini salvo qualche barlume opaco di luce nel ghiaccio o nella canicola dei suoi primi sogni"

Ogni colore è carico di significati polivalenti strettamente legati al mondo naturale e al rapporto magico che l'uomo ha da sempre intrattenuto con esso, un simbolo impregnato di risonanze emotive.

 

Catalogo generale

È uscito per la casa Editrice Electa il catalogo generale delle opere di Agostino Ferrari.

Il volume, curato da Martina Corgnati, documenta circa 2500 opere, esclusi i multipli e i progetti, e si compone di testi critici, schede dei vari periodi creativi e apparati bio-bibliografici.

 

 

 

 

La sua ricerca

Quasi una premessa

di Martina Corgnati

In un nutrito gruppo di opere intitolate Oltre la soglia ed eseguite dopo il 2002, Agostino Ferrari ha deciso di squarciare illusionisticamente la superficie lasciando trasparire una dimensione “altra”, ulteriore, presenza quasi tangibile di uno spazio fisico, annunciato dai ripiegamenti volumetrici, e quasi compiaciuti, di una superficie pittorica che si accartoccia su se stessa e si arriccia, e, al tempo stesso, assenza radicale di spazio, silenzio dello spazio risucchiato dal nero sordo e impenetrabile che caratterizza questa dimensione altra.

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Il pre-espressivo della scrittura

di Ugo Volli

Da oltre quarant’anni Agostino Ferrari lavora su quel confine sottile ma decisivo che separa il segnale dal segno. Dato che la sua opera si colloca nel regno del visivo e principalmente (con la notevole eccezione delle sue interessanti maquette tridimensionali) nella tradizione espressiva della pittura novecentesca, il discrimine su cui l’arte di Ferrari principalmente indaga è più esattamente quello che si situa fra formante plastico e scrittura.

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Lo spazio totale della pittura

di Luciano Caramel

“Nello sviluppo della mia ricerca preferisco incentrare la mia attenzione sul segno, che è la traccia della vita, che rappresenta la mediazione tra la mia esistenza e la realtà circostante”. Scritta per gli Eventi, il ciclo di dipinti che apre la selezione delle opere eseguite da Agostino Ferrari tra il 1984 e oggi illustrate in questo volume, è la prima delle analisi dell’artista che qui le che accompagnano. Un incipit in totale consonanza con l’intera attività del pittore negli ultimi ventitré anni, quasi un quarto di secolo, svolta con una coerenza che la varietà delle ipotesi operative e dei risultati, sul piano di un linguaggio appunto intimamente connesso alla vita e al contesto, culturale oltre che esistenziale, anzi insieme culturale ed esistenziale, ha reso sempre vivo e propositivo.

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Agostino Ferrari – Eventi

di Giancarlo Politi

Intervista comparsa sul n. 295 luglio-agosto-settembre 2011 di Flash Art

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