1962 – 1965 Segno scrittura

Alla fine del 1962 iniziai ad usare il segno come scrittura non significante, nel tentativo di esprimere situazioni contingenti o stati d’animo sollecitatimi dalla realtà.

Annotavo allora alcuni appunti: “Tutto il mondo tangibile può essere sottoposto ad un’estrema semplificazione segnica e disciplinato secondo simboli elementari. Tale semplificazione diviene scrittura quando con la stessa si possono esprimere, oltre alle situazioni contingenti o ambientali, anche degli stati emozionali.”

Fra il 1964 e il 1965 il desiderio di conoscere dal vivo le situazioni artistiche che fermentavano in varie parti del mondo, mi portò per due stagioni successive a vivere New York. Questi viaggi furono molto utili in quel periodo della mia formazione, in quanto capii l’importanza che per l’America stava assumendo la Pop Art.

Guardavo gli artisti americani che attraverso questa esperienza riuscivano nell’intento di mettere in crisi tutto un accademismo di derivazione europea e nello stesso tempo di attuare una critica assai efficace al loro costume, ironizzando ed aggredendo in vari modi il loro paesaggio urbano e, in alcuni casi, le loro istituzioni sociali.

Quanto a me questi viaggi di studio furono utili per rafforzare la certezza che il mio paesaggio estetico non poteva riferirsi a quello che ogni giorno vedevo sfilare sotto ai miei occhi alle mostre che frequentavo quotidianamente: troppo radicate in me erano le esperienze di Malevic, Brancusi, Kandinskij, Fontana. Al ritorno in Italia, comunque, i miei quadri erano cambiati. Il segno ora assumeva valori più plastici, si poneva in equilibrio con la forma e il colore

Share this article

Interno / Esterno