1971 – 1975 Segno Forma Colore

«1969-1970 Il segno, la forma il colore rimangono tuttavia elementi distinti di una struttura, in continuo rapporto dialettico tra loro e il mondo circostante.
Se si isola lo spazio  dialettico che interesiste fra le forme ed i colori si ottiene una testimonianza attraverso la quale si riescono a ricostruire gli elementi primari che l’hanno determinata. Per ogni frazione di tempo muta la  situazione reale dei due elementi in relazione ad uno spazio tempo generale; per cui isolare il rapporto dialettico vuol dire memorizzare una situazione appena passata.
Mi interessa questo fatto perché mi pare una delle possibilità attraverso le quali riesco a ritrovare l’uomo come fatto di coincidenze temporali nel contesto di uno spazio-tempo infinito.»

«1970-1971 È possibile organizzare le forme, i colori, i segni secondo il rapporto di accettazione o dialettico che esse hanno tra loro. Per fare questo tipo di operazione, i colori debbono essere timbrici affinché assumano la loro funzione in relazione alle forme plastiche ed ai segni rappresentati simbolicamente.
Come rapporto di accettazione forma-colore intendo quella situazione in cui la forma occupa otticamente il maggiore spazio in quel determinato campo colorato.»

Dal 1971 al 1975 la mia ricerca si incentrò sulla possibilità di mettere in relazione il segno la forma e il colore.

«1972 Se ogni colore è componente elementare del bianco e si considera il bianco (colore-luce) una forma positiva in uno spazio nero infinito, si può dire che anche un colore elementare è un aspetto della forma. La forma, cioè, viene a definirsi come tale quando l’insieme di tutti i colori determina il bianco»

«1973 Una forma simbolica bianca appartiene allo spazio positivo, o reale, e comunica attraverso lo spazio dialettico con uno dei colori di cui essa è composta. Ad esempio: do a una forma bianca un aspetto sferico quando individuo nel rosso il suo spazio di accettazione; e così essa assume aspetti cubici o piramidali quando è messa in relazione con il blu o con il giallo.
Da ciò si deduce che sono infinite le forme e i colori che le accettano»

«1974-1975 Il bianco è l’insieme di tutti i colori, il nero li esclude tutti e perciò lo considero la negazione dei colori. È, quindi, il bianco uno spazio positivo e il nero, per me, rappresenta lo spazio negativo.
Tutto ciò che conosciamo, la materia, l’uomo, la vita, la morte, ha origine nel nero e dal nero viene continuamente respinto, in esso rimangono solo le matrici o le memorie della forma. Antiforma è nella mia ricerca il vuoto in uno spazio nero.»

In quegli anni cercavo pure di determinare quali erano le reazioni psicologiche che provocavano in me i colori. Iniziavo con l’analizzare i primari: rosso, blu, giallo e successivamente i complementari, viola, verde e arancione.

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