1983 – 1988 Eventi

Nella nostra realtà sociale esistono migliaia di segni che vengono continuamente svuotati dai loro significati per essere consumati come simboli di uso “sociale”.

Nello sviluppo della mia ricerca preferisco incentrare la mia attenzione sul segno che è la traccia della vita, che rappresenta la mediazione tra la mia esistenza e la realtà circostante e che (citando una frase di Janus)

«… è biografico di se stesso ed è anche memoria, ma è anche la cancellazione di tutti questi elementi. Il segno ha in sé la possibilità di ribellarsi anche a se stesso, diventare indecifrabile come antiche lapidi incise da una lingua remota e sconosciuta.

È questo il suo ritorno alle origini, quando nulla esisteva ancora nella mente degli uomini salvo qualche barlume opaco di luce nel ghiaccio o nella canicola dei suoi primi sogni».

Attraverso la sua mutazione il segno riesce a darmi la percezione del tempo. Infatti, sempre, un segno del presente contiene la memoria di un segno passato, ed entrambi sono presenti nel segno di un tempo futuro.

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