Quattromila visitatori alla mostra Estrategia del signo

Il 28 settembre scorso si è chiusa Estrategia del signo (1962-2011), la prima grande antologica di Agostino Ferrari in Spagna. Quasi quattromila i visitatori, dei quali più di un terzo stranieri. Inaugurata il 17 giugno alla Fundación Cultural Frax – (L’Alfás del Pi – Alicante) e curata da Martina Corgnati, l’esposizione ha rappresentato un’occasione per ripercorrere, attraverso tappe esemplari, l’itinerario dell’artista milanese per il quale la ricerca sul segno è la cifra inconfondibile del suo fare creativo. In considerazione dell’eccezionale accoglienza di critica e pubblico, la mostra sarà presto replicata a Barcellona.

Il 28 settembre scorso si è chiusa Estrategia del signo (1962-2011), la prima grande antologica di Agostino Ferrari in Spagna. Quasi quattromila i visitatori, dei quali più di un terzo stranieri. Inaugurata il 17 giugno alla Fundación Cultural Frax – (L’Alfás del Pi – Alicante) e curata da Martina Corgnati, l’esposizione ha rappresentato un’occasione per ripercorrere, attraverso tappe esemplari, l’itinerario dell’artista milanese per il quale la ricerca sul segno è la cifra inconfondibile del suo fare creativo. In considerazione dell’eccezionale accoglienza di critica e pubblico, la mostra sarà presto replicata a Barcellona.

AGOSTINO FERRARI Estrategia del signo (1962-2011)

Fundación Cultural Frax – L’Alfás del Pi (Spagna)
17 giugno 2011 – 28 agosto 2011

A cura di Martina Corgnati

Opera di Agostino Ferrari - Interno Esterno - 2011
Interno Esterno - 2011

Estrategia del signo è la prima grande antologica di Agostino Ferrari in Spagna, prima occasione per ripercorrere, attraverso tappe esemplari, un itinerario che ha preso le mosse nel 1960 da un serrato confronto con Lucio Fontana, mentore e amico dell’artista milanese per il quale, da quel momento in avanti, la ricerca sul segno è divenuta cifra inconfondibile del fare creativo. Il suo percorso si è snodato in diverse stagioni coerenti ma al contempo evolutive: l’esplorazione del segno, da principio più analitica e concettuale, verso la metà degli anni Ottanta è diventata felicemente pittorica, profondamente personale e sempre “al limite” della scrittura. Le opere recenti esprimono particolari affinità elettive con la terra di Spagna, caratterizzate come sono da un uso del colore vibrante e solare. Blu, rossi e gialli squillanti fanno da sfondo a “scritture” illeggibili che testimoniano un’ininterrotta frequentazione e un dialogo costante con i diversi protagonisti dell’intensa stagione informale: in particolare Antoni Tàpies, le cui Calli-grafies dei primi anni Settanta sono direttamente evocate dai Palinsesti di Ferrari. Ma è soprattutto l’originale impiego della sabbia, così simbolicamente ed esplicitamente evocativo del Mediterraneo quale luogo d’incontro di popoli e culture, a rendere Fundación Cultural Frax sede ideale di una mostra che ripercorre tutti momenti più rappresentativi dell’opera del grande maestro italiano.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e spagnolo) pubblicato per l’occasione da Giancarlo Politi Editore, con testi di Martina Corgnati, nota studiosa d’arte contemporanea docente titolare di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino, e di Ugo Volli, semiologo di fama internazionale e professore ordinario di Semiotica del Testo all’Università di Torino.