MACHO – Contemporary Art Museum Horcynus Orca

Torre degli InglesiHorcynus Festival: on Tuesday, July 28th, the MACHO – Museo d' Arte Contemporanea Horcynus Orca was inaugurated at the monumental venue of Capo Peloro Among the programmed events, the awarding of the Horcynus Orca prize to Vasken Berberian and the Ensemble dello Stretto concert for Armenia, attended by the Armenian Republic Ambassador, Sargis Ghazaryan.

Palazzo di Brera 28 luglio – 13 settembre

Invito-Brera-Aperta

Along with Expo 2015, the Accademia aperta project discloses Brera Academy's daily life to visitors, giving them the unique chance of visiting classrooms, workshops and other places usually inaccessible to the general public, such as the Saloni Napoleonici and the Chiesa di Santa Maria in Brera. Escorted by Art Students and Professors, the visitors will attend special projects presentations, concerning the different branches of Visual Arts: Painting, Sculpture, New Technologies, Set Design, Engraving, Fashion, Design, Communications & Didactics and Restoration. In the Sala Napoleonica, the project also features the exhibition: Ai confini del quadro. Brera anni Sessanta-Settanta, displaying the works of Artists such as Fontana, Manzoni, Agnetti, Alviani, Castellani, Ferrari, Colombo, Bonalumi and others, who, in the Sixties and Seventies, were mainly concerning themselves with "the painting's boundaries" poetics. Exhibition opening: July, Tuesday 28th - h. 12.00 Free admission

Agostino Ferrari – SEGNO

Dal 14 al 29 marzo l'ex Chiesa dell'Angelo di Lodi, in via Fanfulla, ospiterà una personale di Agostino Ferrari, organizzata dalla Galleria Ferrari di Treviglio.

La mostra si compone di opere di vari periodi dell'artista, dagli "Eventi", sviluppati negli anni  '80, ai più recenti "Oltre la Soglia", sino alla ricerca recente dal titolo "Interno /Esterno".

L'inaugurazione si terrà DOMENICA 15 marzo alle ore 17.

lodi-domenica-15mar

Agostino Ferrari e il gruppo del cenobio: La Pietra, Sordini, Verga, Vermi

Agostino-Ferrari-e-il-gruppo-del-Cenobiodal 14 marzo al 6 maggio 2015 alla Galleria Centro Steccata Parma, Strada Garibaldi n.23 Inaugurazione sabato 14 marzo ore 17.30 È una mostra organica sul sodalizio artistico che, preparato e in gestazione dalla metà degli anni cinquanta del Novecento, si formò e si sciolse a Milano giusto mezzo secolo fa, tra il 1962 e il 1963, i cui presupposti si sono poi sviluppati nelle esperienze individuali dei singoli artisti. Il Gruppo prese il nome, che si prestava ai loro obiettivi di ricerca e produzione comune, dalla galleria milanese il Cenobio di Cesare Nova e Rina Majoli situata in via San Carpoforo, nei pressi di Brera, che, con ambizioni culturali e non solo mercantili, dal 12 dicembre 1962 ospitò la prima mostra di un nucleo di giovani pittori nati tra la fine degli anni venti e quella degli anni trenta - Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Ettore Sordini, Angelo Verga, Arturo Vermi - che vivevano le aperture e le difficoltà del "dopo l'Informale", comportanti cambiamenti epocali, in un contesto di ridiscussione statutaria dei linguaggi artistici che li segnarono profondamente. Accompagnavano in catalogo il sestetto di poesie di Alberto Lùcia e una singolare pagina tratta da "L'Isola dei Beati" di August Strindberg scelta, a sottolineare metaforicamente la loro autonomia, dagli stessi artisti. Che si ripresentarono l'anno successivo, ancora con un testo di Lùcia, prima ancora a Milano, dal 15 al 31 maggio nella Galleria L'Indice, titolazione che consentì ai cinque di ribadire ironicamente la loro posizione alternativa (“IL CENOBIO ALL'INDICE”, appunto), e subito dopo, dal medesimo 31 maggio del 1963, a Firenze alla Saletta del Fiorino, ultima mostra del gruppo ancora unito, che chiude una esperienza breve e intensa, per aprire vie diverse e parallele, che in molteplici casi sono riuscite a intersecarsi, segnando ulteriori tappe sul percorso, mai interrotto, della ricerca del loro ideale di concezione dell’arte. Itinerari che la mostra presso la Galleria Centro Steccata documenta con quattro opere per ciascuno dei cinque artisti, datate dal 1962, per un totale di venti opere. Con questa mostra la Galleria Centro Steccata ha voluto dare particolare rilievo al lavoro di Agostino Ferrari esponendo in una sala a lui interamente dedicata dieci opere di grandi dimensioni (150x150 – 120x160), che percorreranno la ricerca dell’artista partendo dal ciclo Segno Scrittura, passando attraverso I frammenti dei Palinsesti e le Maternità, per arrivare alle ultime serie intitolate significativamente Interno-Esterno e Oltre la soglia. [nggallery id=16]

Progetto Confini – Tirana

Immagine 3Il secondo incontro con Agostino Ferrari nell'ambito del progetto CONFINI: linguaggi, spazi, cose, persone  si terrà all'Istituto italiano di cultura di Tirana il  9 settembre 2014.

Come nella precedente esposizione all'Istituto italiano di cultura di Zagabria, la mostra è intitolata "Interno-Esterno" e si compone di 20 opere di varie dimensioni.
È accompagnata da un video che illustra attraverso le immagini - dalle Tavole e dai Racconti dei primi anni Sessanta sino alle opere recenti - il percorso di ricerca dell'artista, incentrato sul segno che "pur presentando diversi momenti oggettuali in cui il segno si è fatto rilievo, presenza materiale, installazione addirittura (Teatro del segno) si è consumato fino a questo momento principalmente entro il confine fisico ed operativo della superficie pittorica" (Martina Corgnati)

L'esposizione rimarrà aperta fino al 26 settembre 2014.

 

Progetto Confini

zagabria Il progetto Confini è ideato e curato da Martina Corgnati per gli Istituti italiani di cultura di Colonia, Strasburgo, Tirana e Zagabria in occasione del semestre di presidenza italiana della Comunità Europea. Quattro sono gli artisti italiani, Agostino Ferrari, Maria Cristina Carlini, Agnese Purgatorio e Donatella Spaziani, che espongono a rotazione nei quattro Istituti. Le opere di Agostino Ferrari sono state esposte all'Istituto Italiano di Cultura, di Zagabria da giovedì 3 luglio 2014 a sabato 30 agosto 2014

Conferenza: Milano laboratorio di una “strategia del segno”

lapermanente In occasione dell’ultima settimana di apertura della mostra “Nati nei ‘30. Milano e la generazione di Piero Manzoni”, la Permanente di Milano invita il pubblico, martedì 10 giugno, alle ore 18.30, alla conferenza Milano laboratorio di una “strategia del segno” con Martina Corgnati. Milano negli anni Sessanta, forse più di ogni altra città italiana, si configura come un laboratorio di idee e progetti originali, in cui quella che potremmo provare a chiamare la “strategia del segno” assume un’importanza determinante, sia presso gli artisti del Cenobio sia nell’ambito di Azimut. Allegati:

Signes de rencontre, fino al 29 febbraio

Fino al 29 febbraio, al Centre National d’Art Vivant di Tunisi è aperta la mostra di Agostino Ferrari Signes de Rencontre, curata dalla storica dell’arte Martina Corgnati e organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi.

On the occasion, Ferrari – born in Milan in 1938 and for the first time displaying his works in a North African country – gave an important performance together with Nja Mahdaoui (1937), the eminent calligrapher and artist of Tunisian birth and Italian education.
On February 3rd, from 4 p.m up to 6 p.m, in front of the public, Ferrari and Mahdaoui painted together a big canvas, collating their respective cultures and traditions and, specifically, the abstract sign Ferrari has been working on for five decades and the arabic calligraphy Mahdaoui has, in the progress of time, divested of significance and turned into a sensitive, lively and free gesture..
Such significant meeting was met with immense enthousiasm from the public and the Tunisian art world, that literally stormed the “Centre d‘Art Vivant “ halls during the performance, covering up with signs, writings and messages a five metres long canvas Ferrari had partially painted and then left at everybody’s disposal.
It’s the first time that, together, an Italian and an Arab artist start, in “real time”, a creative course rich in discoveries and aesthetic potentials, which might turn out to be crucial in such momentous times Tunisia is passing through.
Agostino Ferrari’s journey to Tunisia and his meeting Tunisian artists and craftsmen were recorded step by step by young Torinese movie director Matteo Bernardini, who will presently edit an interesting art documentary out of them.
Agostino Ferrari and Nja Mahdaoui’s joint performance and exhibition will soon take place in Italy too.

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